"Sa, cara signora, che ha proprio una bella testa?", cinguettò il coiffeur Reno riportando all'ordine, con uno stizzito colpetto di spazzola, una ciocca ribelle finita in fuorigioco sulla tre quarti destra della nuca di Mrs. Flou.
"Oh, ma se avesse una brutta testa certo non la pettinerei", aggiunse subito dopo il parrucchiere, asciugandosi con uno svolazzo del mignolo l'invisibile goccia di sudore che stava rovinandogli la simmetria della fronte.
"Porti pazienza ancora un istante, mia cara", si spazientì per la ciocca recidiva, che non voleva proprio saperne di restare nel mucchio. "Sai che faccio? Ti taglio". E... zac, niente più ciocca, anche se di solito evitava di ricorrere a quell'espediente da barbiere dell'esercito.
Ma quando ci vuole ci vuole, e dopo quel colpo di forbice la testa di Mrs. Flou era perfetta. Così Reno la tolse dalla falsa colonna, l'avvolse amorevolmente in un foglio di cellophane e la sistemò nel congelatore, insieme alle altre. Poi consultò l'agenda: "Vediamo un po'... ore 15, Mrs. Rainbow".
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