15 novembre 2006

The show must go on *

Il ragazzo alza lo sguardo verso di noi, verso dove sa che noi siamo, e ci mostra il medio della mano destra e quello della sinistra, le unghie smaltate di nero. Il piercing sul labbro inferiore luccica nella penombra. Forse sorride, ma è un ghigno che inquieta.
Dall'alto, dove virtualmente ci troviamo, si vede che presto il ragazzo comincerà a perdere i capelli proprio in mezzo a quella testa che offre di continuo alla nostra impazienza.
"Ma qui non succede un cazzo", protesta il mio vicino, che ogni tanto per fare qualcosa si gratta dietro l'orecchio destro.
Adesso il ragazzo ci ignora: la testa non si muove più avanti e indietro nella nostra direzione, ma segue fissa l'evolversi della discussione sul video di un computer che non riusciamo a vedere.
Nonostante il nu-punk, sentiamo però almeno il rumore dei tasti, che il ragazzo pigia come un ossesso.

* Il problema è che non so come farlo continuare. Spunti e prolunghe sono ben accetti nei commenti.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

l'incipitpromettema nonposso giudicare poche righe^^

attendo un seguito!!!

Adry -alonelymusician-

Anonimo ha detto...

(Il panorama dell'emo internazionale non offre grandi spunti creativi,lo stesso ostinato di basso continua da ore).
"Qui la cosa inizia a farsi pallosa":il mio vicino si è rotto definitivamente,si allontana,fa finta di giocare col cellulare.
Continuo a fissare quella testa blu,mi chiedo cosa usi per tenere quel ciuffi così fermi.Un attimo un pensiero ai miei,pochi,di capelli.Due secondi di sconforto.
Torno al ragazzo.Si alza dal computer,mi chiedo se voglia ora rivolgersi a noi,di nuovo.Nulla;nella nostra direzione solo uno sguardo distratto,va versol'impianto stereo.Spegne.Per un momento sento silenzio.I rumori della strada ricompaiono ai miei timpani.
Esce dalla stanza,il computer resta acceso.Attendo.
Mi guardo per un attimo i piedi:mi sento alto,troppo.Sento vuoto sotto e nausea.Ansia.
"Che succede?Cazzo,che succede?"il mio vicino mi si accosta terrorizzato,mi fa appoggiare al muro."Un respiro,profondo"
Uff,uff,uff.
Si normalizza la situazione,mi calmo,torno sui miei piedi.
"Che è successo?"chiede.
"..." come risposta gli resta un mugugno,distolgo lo sguardo da lui e mi siedo.

Anonimo ha detto...

Questo è quanto.Potrei continuare,ma il ragazzo esita a tornare nella stanza,non riesco a convincerlo.

Gabriele