La fronte imperlata di sudore, il boccale imperlato di birra, l'uomo era in attesa a un tavolino del bar vagamente liberty della stazione. Era grasso e indossava un abito chiaro, che - sebbene il sarto ce l'avesse messa tutta - lasciava le cose come stavano. A complicare la situazione provvedevano il panama troppo piccolo che sovrastava quel testone e le pozze formatesi sotto le ascelle, due mezzelune umide e giallastre che la sua vicina di tavolo notava con disgusto quando l'uomo alzava il bicchiere o infilava indice e medio della mano sinistra nel colletto della camicia.
Ma allora perché la donna, che stava leggendo l'inserto femminile di un quotidiano maschile, si era interrotta alla pagina delle terrazze-giardino e aveva iniziato a sporgersi impercettibilmente, ma costantemente nella direzione dell'altro? In un paio d'ore gli si sarebbe seduta in braccio, ma si fermò con largo anticipo.
"Sto aspettando mio figlio, sa", affermò con una punta di sussiego fuori luogo l'uomo grasso e sudato, che alla donna sembrava d'aver visto in un salotto televisivo, neanche ricordava più quale. Risolvendo con una certa eleganza una sopraggiunta gassosità da birra, l'uomo - di professione scrittore, ma guai a chiamarla così, la sua naturalmente era purissima arte -, rivolgendosi più a se stesso che all'occasionale compagna di conversazione, aggiunse: "Non lo vedo da un po'".
Per non sembrare scortese, la donna s'informò: "È stato in vacanza?". "Questo non glielo so dire - la meravigliò lo scrittore -. Veramente non lo vedo da sei o sette anni". A questo punto la donna doveva scegliere: fregarsene suo malgrado, e - in attesa del treno - riprendere la lettura dell'inserto patinato; soddisfare la propria dirompente curiosità, e buttar lì un paio di domande, quelle giuste.
Non ce ne fu il tempo: il treno superveloce, in un disperato stridore di freni, arrivò a destinazione e anche oltre. Regalando allo scrittore, che purtroppo non l'avrebbe mai saputo, l'onore del titolo di apertura nella prima pagina del giornale locale, e alla sua curiosissima vicina di tavolo il primo e ultimo briciolo di notorietà, sia pure in coabitazione.
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