"Questa volta non me la farai", pensò Rebus fregandosi le mani, mentre apriva la finestra al gatto. Non era stato facile, ma alla fine quel geniaccio di Jaf era riuscito nell'impresa: Scat sarebbe stato il primo micio a portarsi in giro una microcamera, contenuta nel microzainetto che l'"Inventore" gli aveva fissato sul dorso.
"Sono convinto che Scat conduca una doppia vita", aveva confidato Rebus all'amico, aggiungendo sconsolato: "Come scoprirlo?". "Lascia fare a me", lo rincuorò Jaf. Detto, progettato e fatto, in meno di due settimane.
Erba, un muretto, asfalto, pneumatici: lo spettacolo non era dei più avvincenti, ma Rebus sapeva di doversi abbassare al livello di un gatto. Asfalto, scarpe, pattini a rotelle, un altro micio...
Rebus accese una sigaretta, senza distogliere lo sguardo dallo schermo. Fece bene. Scat si era fermato davanti a una porta, la porta si aprì e due pantofole pelose esclamarono: "Finalmente! Dove sei stato, brutto gattaccio?". E una mano allungò a Scat-il-traditore un piattino di latte. Pure sbeccato.
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