31 agosto 2005

Just Married 2525

John, la donna diventata uomo, lanciò una sbirciatina con l'occhio sinistro - quello verde - a Mary, l'uomo diventato donna, mentre l'occhio destro - blu marino - teneva sotto controllo l'orologio sistemato strategicamente a fianco del tabernacolo. Mary sorrise, scoprendo il canino di titanio che aveva fatto impazzire la videocamera di John in occasione del loro primo incontro, sul canale #Cambio.di.sesso.
John sentì un brivido scivolargli lungo la schiena, ma non era piacere, bensì un cubetto di ghiaccio sintetico che Double, il piccolo ermafrodita, gli aveva infilato nella scollatura posteriore del lungo abito bianco.
"Se l'acchiappo, glielo taglio", digitò stizzito sul piccolo computer che si era fatto inserire nel palmo della mano destra. Ma subito se ne pentì: Double si manteneva agli studi mostrando il pisello alle compagne, la farfallina ai compagni e tutti e due alla maestra.
"John... John... Jooohn!": il vocione impastato di monsignor Sdilinquo Jr. lo fece sobbalzare. "John, tesoro, vuoi o no portarti a casa questa Mary qui? Stiamo tutti aspettando un cazzo di risposta: io, Mary, i vostri invitati, se si possono ritenere tali, e forse anche Domineddio".
Mary sorrise di nuovo, e la luce sprizzata dal canino di titanio si scontrò con quella, molto più volgare, lanciata da un incisivo d'oro del prete. Il risultato fu una stella cometa che si materializzò all'incirca a metà strada: "Cazzo, Mary, va bene che da uomo facevi il mago, ma dacci un taglio con i tuoi trucchi da varietà del XX secolo", sbottò John tirandole una falda della marsina.
Parole che nessuno udì, John compreso, coperte come erano state dalla tremenda marcia nuziale jungle che il chierichetto-jay aveva fatto partire per errore. "Fingiamo che abbiate detto di sì e adesso levatevi dalle palle, che prima di pranzo devo celebrare ancora sedici o diciassette matrimoni", tagliò corto monsignor Sdilinquo Jr. in un trionfo d'aglio.
"Mary", disse John. "John", disse Mary, e poi nessuno disse più niente, tutti si baciarono e il resto, finchè la milizia cattolica non cominciò a mulinare gli sfollagente a onde cerebrali e in un amen i banchi si svuotarono e subito si riempirono e davanti a monsignore si presentarono i due canguri parlanti protagonisti di un serial pomeridiano, che erano finalmente riusciti a ottenere la dispensa papale per potersi sposare in chiesa.
Nonostante il sarto di lei avesse fatto miracoli, tutti notarono che il marsupio era occupato. Qualcuno disapprovò rumorosamente, altri si diedero di gomito trattenendo le risate come a scuola, infine scese il silenzio.
Monsignor Sdilinquo Jr. bevve un goccio di gin santo da una fiaschetta che teneva sotto la cotta, ruttò e si rivolse ai due canguri: "Forza, carini, che prima di pranzo devo celebrare ancora quindici o sedici matrimoni", esclamò facendo l'occhiolino al chierichetto.